I deputati pugliesi del Pd per Boccia

Gen 23 2010

L’Assemblea regionale del Partito Democratico ha sostenuto all’unanimità la proposta del Segretario Regionale, Sergio Blasi, di percorrere la via delle Primarie, per l’individuazione del Candidato alla Presidenza della Regione Puglia. Il PD nasce con le Primarie e si differenzia dalla destra proprio per la partecipazione democratica dei propri iscritti ed elettori alle scelte del Partito, da quelle interne a quelle di coalizione per le candidature alle cariche monocratiche.

Scelta resa praticabile dal lavoro di persuasione di Massimo D’Alema nei confronti dell’UDC. Il Partito di Casini infatti ha accettato responsabilmente, grazie alla sua mediazione, di attendere l’esito delle Primarie, ammorbidendo l’ultimatum che aveva posto sui tempi delle candidature.
Le Primarie del 24 gennaio non sono una consultazione contro Vendola. Si tratta di scegliere tra due opzioni politiche: quella di affidarsi alla vecchia coalizione, da un lato, e quella di allargare invece quella coalizione all’UDC ed all’IDV, dall’altro, mantenendo dentro anche una risorsa importante come Nichi Vendola.
Quello che si è andato delineando è un problema politico che è necessario sottoporre al giudizio del nostro elettorato. La coalizione che nel 2005 portò il centrosinistra alla guida della Regione Puglia era composta da 12 liste, quella che all’epoca era L’Unione. Come ben sappiamo quel esperienza è naufragata. Oggi il quadro politico è completamente cambiato rispetto ad allora, liste come l’Udeur sono passate al centrodestra, altre hanno chiaramente espresso l’indisponibilità a sostenere la ri-candidatura di Nichi Vendola. È naturale che in queste condizioni la coalizione vada rimodulata.
Vendola si era reso conto già a luglio, all’epoca del rimpasto di Giunta, della necessità di rimodulare la coalizione. Per questo motivo aveva tentato l’apertura all’UDC inserendo Dario Stefano in Giunta. Ma poi non è stato in grado di portare avanti quel ragionamento, essendosi limitato a garantire una postazione piuttosto che tessere una tela più ampia di consenso politico. Invece di riunire tutte le forze disponibili e cercare insieme una soluzione lui ha voluto personalizzare il dibattito autocandidandosi. Mossa che, di fatto, ha sbarrato la strada ad ogni convergenza di forze che in questi anni sono state all’opposizione del suo Governo. Come ha giustamente sottolineato Massimo D’Alema, Vendola ha chiesto al centrosinistra di sostenere un uomo solo al comando, quando invece questo Paese ha proprio bisogno di liberarsi dell’uomo solo al comando. Vendola ha in pratica tentato di rispondere con la personalizzazione alla crisi della politica, finendo però per fare egli stesso dell’antipolitica, ostacolando il dialogo con i centristi di Casini e mettendo perfino a rischio l’unità del nostro Partito.
L’allargamento della coalizione a UDC e IDV non è solo tattico ma strategico. Questa alleanza, che è stata chiamata Alleanza per il Mezzogiorno, è un progetto politico di ampio respiro che va al di là anche delle elezioni regionali. Riunire le forze che in Parlamento si oppongono al Governo nordista di Berlusconi e Bossi, vuol dire costruire un’alternativa forte e concreta a quel Governo. In Puglia, grazie alla capacità ed alla determinazione di D’Alema, questa Alleanza è stata già sperimentata, per esempio nei Comuni di Bari e Foggia e nelle Province di Brindisi e Taranto, rivelandosi vincente. In realtà come quella di Lecce, invece, in cui questa coalizione più larga non è stata messa in piedi, si è concretizzata una drammatica sconfitta, ben riassunta dal 36% di consensi conseguito. È naturale, quindi, che questo progetto ampio muova i suoi primi passi in Puglia.
L’esito di queste Primarie è considerato così importante dal PD, perché dall’esito delle regionali dipende anche il futuro del Paese. La partita in Puglia, in queste consultazioni regionali, è fondamentale perché una sconfitta della destra qua sarebbe un durissimo colpo alla leadership di Berlusconi, essendo questa la terra di due dei più importanti colonnelli del suo Governo, Fitto e Mantovano, per cui aprirebbe scenari nuovi sul panorama nazionale.
Il Partito Democratico ha deciso di confrontarsi con tutte le forze disponibili ad allearsi ed è emerso Francesco Boccia come la personalità che raccoglie il consenso più largo. Abbiamo deciso di candidarlo alle Primarie per sottoporre, da un lato, il nostro progetto agli elettori del centrosinistra, dall’altro per scongiurare il rischio di dolorose spaccature che Vendola minacciava. Francesco Boccia, la sua competenza, la sua moderazione e la sua capacità di aggregare è secondo noi il candidato che offre la maggiore garanzia di raggiungere contemporaneamente due obiettivi. Evitare che la Puglia torni nelle mani della destra di Fitto e Berlusconi e costruire una solida prospettiva futura per tutto il Paese.

Bellanova Teresa
Vico Ludovico
Bordo Michele
Mastromauro Margherita
Ginefra Dario

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da spambot
Image CAPTCHA
Enter the characters shown in the image.